“I copywriter sono estinti.” “L’AI li ha spazzati via.” “Il mestiere è morto.” Sono mesi che girano queste affermazioni apocalittiche — e, lo ammettiamo, un po’ di questa paranoia l’abbiamo alimentata anche noi con la puntata su Stefan Georgi (era un’analisi di quello che diceva lui, ma forse è passata in modo un po’ sbagliato). Quindi ci scusiamo e mettiamo le cose in chiaro.
La realtà è esattamente opposta: non c’è mai stato un momento migliore di adesso per fare il copywriter. Io stesso sono tornato operativo su tantissimi progetti grazie all’intelligenza artificiale. In questa puntata, insieme a Gianmarco, apro una serie dedicata alle 3 grandi opportunità che i copywriter possono cogliere oggi. Questa è la prima.
Preferisci ascoltare la puntata? È qui sopra. Se vuoi tutto scritto e ordinato, continua a leggere.
Altro che estinzione: non c’è mai stato un momento migliore
Chi padroneggia la skill del copywriting, oggi, grazie all’AI può diventare il nuovo operativo e apportare un valore aggiunto che prima — dovendo fare tutto a mano — semplicemente non poteva dare. In un altro momento ci saremmo limitati a call, briefing e validazioni; oggi, su tantissimi aspetti, puoi tornare a metterci le mani e fare davvero la differenza.
Le opportunità sono tre e le mettiamo in ordine cronologico (non perché una sia più grande dell’altra, ma perché partire dalla fine complicherebbe le cose). La prima è la più semplice e immediata: lavorare con dei clienti, e poi con più clienti.
Quello che facevano 2-3 copywriter nel 2019, oggi lo fa una persona sola
Gianmarco lo sta sperimentando in prima persona: nel progetto partnership con Solutzione ha due clienti che ha tirato su praticamente da solo, “di schiena”, con l’aiuto dell’AI. Attenzione però: ciò che ha fatto la differenza sono tutti gli anni di gavetta da copywriter alle spalle, che gli hanno permesso di trasformare l’intelligenza artificiale in un alleato per scrivere copy molto più velocemente e prendere più progetti. Un vero game changer.
Per gestire progetti del genere, prima, servivano almeno due copywriter per progetto. Nel nostro team del 2019-2020, quando facevamo lanci costanti, c’erano 2-3 copywriter a progetto: due-tre email al giorno, webinar, VSL, libri… gente che scriveva tutto il giorno. Ma — ed è il punto centrale — gran parte del lavoro del copywriter non è scrivere: è fare ricerca e trovare le idee giuste. Ed è esattamente lì che l’AI accelera tantissimo. A patto che tu abbia il cervello acceso: devi conoscere le dinamiche per capire se un’idea proposta dalla macchina è giusta, sbagliata o va rifinita, e devi saper guidare lo strumento verso il risultato che vuoi. Così oggi produci una quantità di materiale enorme, impensabile fino a un anno fa.
L’epoca dei funnel da 70.000€ è finita davvero
Mettiamoci d’accordo su una cosa, perché è la premessa di tutto. Noi veniamo da un periodo in cui vendevamo funnel a 70.000, 80.000, 100.000€, con tre mesi di delivery: era il modello Solutzione del 2019-2020, con marginalità importanti. Quell’epoca è finita. Vendere funnel a quelle cifre oggi è quasi impossibile (sì, ci sono due-tre eccezioni che confermano la regola, e ci vuole molta autorevolezza, posizionamento e brand). Vendere l’idea che quel modello sia ancora replicabile su larga scala è molto complesso. Chi è nostalgico del pre-2020 farà fatica. Ma questo non significa che il mestiere sia morto: significa che le condizioni sono cambiate.
Il nuovo cliente standard del 2026: cosa cerca e cosa paga
Cosa cercano i clienti oggi? Figure disposte a pagare mediamente tra i 1.500 e i 2.000€ al mese, capaci di produrre i materiali di copy dell’azienda e di dare una mano anche sul lato creativo. Non devono per forza impaginare la landing, ma con un minimo di Nano Banana, Grok o quel che preferisci devono saper affiancare alle ADs dei visual coerenti. Non chiedono la luna — ma chiedono output quotidiani.
E qui entra la nuova velocità di consegna: “mattina per pomeriggio”. Non puoi più prenderti settimane per un pezzo di copy (qualche giorno per una VSL sì, quello ci sta). Se alle 9:00 ti chiedo 10 ADs per domani e mi dici che non ce la fai, vuol dire che oggi non stai lavorando. Prima sarebbe stata una richiesta irragionevole; oggi è perfettamente ragionevole — anzi, spesso è proprio mattina per pomeriggio.
Usare l’AI da professionisti, non da amatori
Attenzione: “mattina per pomeriggio” non significa scrivere a ChatGPT “fammi 10 ADs” e aspettare. Quello non è il lavoro — anche se purtroppo qualcuno lo fa così. Bisogna ripartire dai materiali (quelli studiati in CertifiClaude o in altri percorsi) e appoggiarsi alle best practice del direct response, che sono valide sempre al 100% e che l’AI non segue se non gliele indichi esplicitamente.
Come glielo dici? Caricando materiali, dispense e swipe file, dando indicazioni precise, costruendo prompt che incorporano quei materiali. Si creano cioè degli asset. Lavorare nelle chat senza un sistema strutturato — senza Claude Code, senza Cowork — è parziale, ormai amatoriale. Solo sistematizzando questo lavoro diventi una macchina che sforna copy forte, direct response di livello, che prima non avresti mai potuto produrre a quella velocità.
L’equazione che rende il modello sostenibile
Tutto questo ti consente di gestire serenamente 3 clienti al mese. So che c’è chi ne gestisce 15 — bei cavalli con voglia di lavorare tutto il giorno — ma non è il modello che voglio proporre qui, soprattutto a chi è all’inizio o è una persona “media”. Lavorando il giusto (non scrivendo 9 ore al giorno), con 3 clienti da 1.500-2.000€ arrivi a 4.000-6.000€ al mese. Una bella cifra per un freelance, e anche per chi naviga da qualche anno. Non prendiamoci in giro fingendo che siamo tutti “Lamborghinati” a 30k al mese: non è così.
E tra i 3 e i 15 clienti c’è tutta una zona intermedia: qualcuno ne fa 5, magari a 1.000€ l’uno. Perché la cosa bella di questo momento è che, dopo anni di divulgazione, chiunque venda online ha bisogno di un copywriter. Tante microattività pagano poco, ma richiedono anche un effort molto inferiore rispetto a un business direct response che fa lanci ed eventi dal vivo.
L’esplosione del mercato locale: dentisti, fisioterapisti, estetiste, commercialisti
Ed eccoci alla parte più interessante. C’è un’intera categoria di clienti — dentisti, fisioterapisti, estetiste, personal trainer, commercialisti: professionisti locali — che prima non avevano nemmeno la consapevolezza di aver bisogno del copywriting. Gli anni di divulgazione hanno allargato questa fetta di mercato, che prima era riservata ai soli business direct response.
Questi clienti li gestisci con uno sforzo nettamente inferiore: spendono magari 1.000-1.500€ di traffico al mese, lavorano in locale, saturano velocemente, hanno bisogno di 3 ADs al mese e hai già fatto il refresh creativo. Se ne prendi 5-6 (dentisti, fisioterapisti, personal trainer), sei già arrivato al tuo stipendio da 5-6.000€.
Il caso reale: 5.000€ al mese seguendo 10 estetiste
Ti faccio un esempio concreto. L’altro giorno parlavo con un ragazzo che lavora con delle estetiste: gli danno 500€ al mese ciascuna. Sembrano pochi, ma vanno parametrati all’effort. Lui in una giornata “sistema” un cliente: crea tutto il materiale che serve per il mese — circa 3-4 ADs, 15 email e una landing page — poi durante il mese fa una call a settimana per monitorare e gestire (perché l’effort reale, oggi, è parlare col cliente: dubbi, aggiustamenti). 500€ × una decina di estetiste fa 5.000€ al mese.
Le sue parole sono illuminanti: ha scambiato un lavoro da 1.200€ al mese — timbrare alle 8:00, chiedere un giorno libero con tre settimane di anticipo — con una cosa che gliene dà 5.000, lavorando da casa e organizzandosi come vuole. Certo, è in partita IVA, deve pagare le tasse, non ha le ferie pagate. Ma è il paese dei balocchi: non perché non lavori (lavora ogni giorno, è giusto così), ma perché ha libertà. Pro e contro, ma nel complesso un grandissimo scambio.
Pre-2020 vs 2026: come è cambiata la struttura del mercato
Immagina un grafico. Pre-2020: pochi clienti che pagavano tanto. 2026: tanti clienti che pagano meno e tantissimi che pagano poco. La grande opportunità è proprio in quei “tantissimi che pagano poco”: prima non erano nemmeno sul mercato, quindi non li potevi lavorare. E anche se ci fossero stati, quello che oggi fai in una giornata allora ti avrebbe richiesto almeno due settimane — con 500€ non ci stavi dentro. Oggi lo fai in un giorno, fatto bene. (Fatto male ci metti un secondo — “dammi 10 email” — ma quello non è il lavoro che ti insegniamo.)
L’unica cosa che non è cambiata: i clienti cercano risultati, non il tuo copy
C’è una cosa sola che non è cambiata da prima a oggi: i clienti cercano risultati. Non cercano il tuo copy, non cercano le email, non cercano le ADs — di quello non gliene importa nulla. Il mercato è intelligente: se non porti risultati, il cliente ti lascia e va da chi glieli porta. Si vendono risultati, non materiali, e questo per alcuni crea pressione (“io ho consegnato il materiale, poi non voglio saperne”). Ma non funziona così.
Per produrre roba che funziona si seguono le best practice del direct response di sempre: una campagna che funziona si costruisce sempre allo stesso modo, perché dipende da come funziona la natura umana — e quella non cambia. Ciò che cambia è come arrivi a quel risultato: oggi, fortunatamente, in modo molto più efficiente.
Il copywriting diventerà un mestiere mainstream
Sono davvero convinto che il copywriting, da micro-nicchia, possa diventare un mestiere importante come tanti altri. Oggi se dici “faccio il copywriter” la gente spesso non sa nemmeno cosa sia; diventerà invece riconoscibile come lo è oggi “social media manager” — “quello che scrive per vendere e fa le promozioni delle attività”.
E rispetto al social media manager, il copywriter ha pure un vantaggio: vende risultati tangibili e immediatamente misurabili, legati alla sfera economica e non alle vanity metric (like, visualizzazioni). In un momento di crisi le persone diventano più pragmatiche: tra like e soldi, scelgono i soldi.
In sintesi: la prima opportunità del 2026
- I copywriter non sono estinti: con l’AI, chi padroneggia la skill torna operativo e fa la differenza.
- L’epoca dei funnel da 70.000€ è finita; il nuovo cliente standard paga 1.500-2.000€/mese e vuole output quotidiani (“mattina per pomeriggio”).
- L’Ai va usata da professionisti (best practice + asset + sistema), non con il copia-incolla dalla chat.
- 3 clienti × 1.500-2.000€ = 4.000-6.000€/mese: un modello sostenibile, con tutta la zona 3-15 da esplorare.
- Il mercato locale (dentisti, fisioterapisti, estetiste, commercialisti) è esploso: bassi effort, buoni margini (es. 10 estetiste × 500€ = 5.000€).
- L’unica costante: i clienti cercano risultati, non materiali.
Questa era la prima delle tre opportunità. Le altre due le abbiamo approfondite negli episodi successivi: come diventare partner di un progetto direct response e come diventare proprietario della tua offerta.
Domande frequenti
I copywriter sono destinati all’estinzione per colpa dell’AI?
No, è vero l’opposto. L’intelligenza artificiale permette a chi padroneggia il copywriting di tornare operativo e produrre molto più materiale in meno tempo. Non c’è mai stato un momento migliore per fare il copywriter: ciò che è finito è solo il vecchio modello pre-2020, non il mestiere.
Quanto guadagna un copywriter freelance nel 2026?
Un modello sostenibile è gestire 3 clienti a 1.500-2.000€ al mese, arrivando a 4.000-6.000€ mensili lavorando il giusto. C’è poi una zona intermedia fino a 10-15 clienti, anche piccoli da 500-1.000€, che permette di scalare ulteriormente grazie all’AI.
Cosa cercano i clienti da un copywriter oggi?
Cercano una figura che produca i materiali di copy dell’azienda, sappia affiancare visual coerenti alle ADs e consegni output quotidiani, con tempi rapidi (“mattina per pomeriggio”). Soprattutto, cercano risultati misurabili, non semplicemente materiali consegnati.
Si possono ancora vendere funnel a 70.000€?
Quasi mai. L’epoca dei funnel done-for-you a 70.000-100.000€ è finita, salvo poche eccezioni che richiedono grande autorevolezza, posizionamento e brand. Il modello standard del cliente oggi è molto diverso, basato su compensi mensili e output continui.
Come si usa l’AI per il copywriting in modo professionale?
Non con un semplice “fammi 10 ADs” in chat. Si parte dai materiali e dalle best practice del direct response, caricando dispense e swipe file, costruendo prompt e asset dedicati e usando sistemi strutturati come Claude Code e Cowork, invece di lavorare in modo improvvisato nelle chat.
Perché i clienti locali come dentisti ed estetiste sono un’opportunità?
Perché grazie agli anni di divulgazione oggi capiscono il valore del copywriting, e richiedono un effort molto inferiore rispetto ai grandi business direct response. Con pochi materiali al mese per cliente puoi seguirne diversi: ad esempio una decina di estetiste a 500€ equivale a 5.000€ mensili.
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